"Il Carmelo insegna alla Chiesa a pregare". - Papa Francesco

I commenti di Ken | Un editoriale

View from old B&N in Naperville

Una foto scattata diversi anni fa durante una gita con la mia famiglia – scattata dal bar al piano superiore del [vecchio] B&N a Naperville… ricordo ancora di averla scattata, quale macchina fotografica e quale obiettivo ho usato, e cosa stavamo facendo e di cosa stavamo parlando io, mia moglie e mio figlio nel momento in cui l’ho scattata.

di Kenneth J. Pino | Riproduzione dell’editoriale tratto dall’edizione cartacea del marzo 2017 della rivista “Carmelite Review”

Siamo spinti a creare… a colmare il vuoto. È nella natura umana. E ognuno di noi crea… ognuno di noi colma quel vuoto… a modo suo. Percepiamo che ciò rende ciascuno di noi ciò che siamo come individui; rende tutti noi ciò che siamo come gruppo e permette a ciascuno di noi di lasciare tracce nel Giardino di Dio mentre viaggiamo, affinché altri possano scoprirle e meravigliarsene. Lo facciamo tutti; io lo faccio.

Per me, le cose che creo e condivido sono le mie tracce. Utilizzo le foto, istantanee del mio percorso, nei miei video e nelle mie creazioni di design… tracce all’interno di tracce.

Il fatto è che a volte ci lasciamo prendere troppo dall’atto stesso di definire e segnare quei sentieri. Vogliamo lasciare qualcosa dietro di noi; vogliamo essere ricordati.

Ma tutto ciò presuppone che esista un ‘vuoto’ da colmare e che colmare quel vuoto sia lo scopo della nostra esistenza. Ciò trascura la realtà secondo cui la nostra scia è semplicemente una traccia del nostro viaggio attraverso ciò che è specificamente, totalmente ed eternamente NON un vuoto… il Giardino di Dio. Ciò che Dio ha creato specificamente PER noi.

Origine di "Invent" /ɪnˈvɛnt/

Fine del XV secolo (nel senso di ‘scoprire, trovare’): dal latino invent- ‘ideato, scoperto’, dal verbo invenire, da in- ‘in’ + venire ‘venire’.

‘Inventare’ significa ‘scoprire’. Lo usiamo colloquialmente per intendere ‘creare’... ma non è questo il suo significato.

C’è una vecchia leggenda secondo cui Michelangelo avrebbe detto qualcosa del tipo: ‘Ogni blocco di pietra racchiude una statua, e il compito dello scultore è quello di scoprirla’.’

Non siamo qui per CREARE il Giardino di Dio… siamo qui per esserne PARTE integrante, per scoprirlo e per testimoniarlo. Dio non ci chiede di rendere buono il Suo Giardino… esso È già buono! Dio ci chiede di FARE del bene, di essere testimoni del bene presente nel Suo Giardino. Dobbiamo prenderci cura del Giardino di Dio facendo del bene al suo interno e per il suo bene, perché è stato il primo dono che Dio ci ha fatto: si prende cura di noi, provvede a noi… È uno dei tanti modi in cui Dio si prende cura di noi e provvede a noi.

Pensala in questo modo… Chi ha inventato la sedia a rotelle? Lo sai? Puoi cercarlo su Google più tardi… per ora non è importante… ed è proprio questo il punto. Ciò che conta è semplicemente che la sedia a rotelle sia stata inventata.

La sedia a rotelle offre a tantissime persone l’opportunità di esplorare il Giardino di Dio e di parteciparvi attivamente… di tracciare i propri sentieri. Non conta cosa sia stato inventato o chi lo abbia inventato. Ciò che conta è il bene che è scaturito da quell’invenzione… da quella scoperta. Ciò che conta è che il Giardino di Dio ne abbia tratto beneficio, e che questo vada a vantaggio di tutti noi.

Dio ha provveduto a tutto. Dobbiamo semplicemente fare del bene a scopri ciò che il Giardino di Dio ci ha già donato, se solo riuscissimo a vederlo. Esso, qualunque cosa sia ‘quello’ è, è già qui nel Giardino di Dio. Dobbiamo solo guardare oltre ciò che non è ‘esso’ per poter vedere esso.

Prendendo come esempio anche solo un singolo numero cartaceo passato della *Carmelite Review*, Marzo 2017, potete leggere di un progetto della Salpointe High School che è diventato un vero e proprio programma didattico incentrato su Laudato Si'. L’obiettivo… prendersi cura del Giardino di Dio… essere buoni custodi del Giardino di Dio.

Puoi anche leggere un articolo su un'opera in vetro colorato intitolata In occasione dell'evento "Pure". Durante la mia intervista telefonica con l’artista, lei ha paragonato la sua arte a uno scavo archeologico… qualcosa che scopre man mano che emerge da lei. Ha descritto quella gioia come ‘conoscenza nelle sue mani’. Il fulcro… quella gioia della scoperta… del vedere e del rivelare.

In altri due articoli, “Giornata Mondiale della Gioventù” e “Missione medica”, potrete leggere di persone che hanno scoperto la propria missione e hanno condiviso la gioia di questa scoperta con amici, familiari e persino perfetti sconosciuti.

Tutti questi articoli riguardano persone e gruppi che si impegnano a fare del bene, a prendersi cura del Giardino di Dio e a viverlo appieno, così come era stato concepito.

Come ti prendi cura del Giardino di Dio? Ci piacerebbe conoscere le persone, le esperienze e le opportunità di servizio che hanno portato gioia e significato al tuo percorso. Nessuna storia è troppo piccola… a volte sono proprio i gesti di gentilezza più semplici a lasciare le tracce più significative. Condividi la tua storia con noi, così potremo raccontarla ai nostri lettori nelle prossime edizioni di Carmelite Review.

Se desiderate inviarci un articolo da valutare per la pubblicazione qui su Carmelite Review, vi preghiamo di inviarlo a review@carmelitemedia.org.

I Carmelitani della Provincia del Purissimo Cuore di Maria, in fedeltà a Gesù Cristo, vivono in una posizione profetica e contemplativa di preghiera, vita comune e servizio. Ispirati da Elia e Maria e informati dalla Regola carmelitana, diamo testimonianza di una tradizione di trasformazione spirituale lunga ottocento anni negli Stati Uniti, in Canada, Perù, Messico, El Salvador e Honduras.

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