"Il Carmelo insegna alla Chiesa a pregare". - Papa Francesco

LAUDATO SI' DI PAPA FRANCESCO-02

Questo posta è stato pubblicato originariamente su Pregare insieme da soli.

La crisi ambientale: fondamentalmente una crisi spirituale

La crisi ambientale affonda le sue radici in un grave errore: concentra la propria attenzione sull’umanità, trascurando Dio. Ci induce a considerare la natura come una fonte di profitto e di comodità, anziché come un invito a scoprire la meraviglia della presenza e dell’amore di Dio.

D’altra parte, Dio considera l’intero creato e l’umanità come un’unica realtà, che manifesta e celebra il potere benevolo di Dio sia nell’umanità che in tutta la natura.

Deve esserci armonia, non dominio, tra l’impresa umana e l’intero creato. La mentalità prevalente vede la natura principalmente come una risorsa per il profitto e il sostegno del nostro benessere economico. Questo uso improprio e questo abuso dei doni della natura costituiscono il fondamento della nostra economia moderna. Il progressivo aggravarsi dei cambiamenti climatici e le loro crescenti forze distruttive derivano da questa grave distorsione del piano di Dio per l’armonia e l’unità.

La situazione in Amazzonia è un chiaro esempio di questo sfruttamento. Il saccheggio dell’Amazzonia è redditizio per pochi, ma incide sulla respirazione di tutti gli abitanti del mondo. Questa avidità accecante incarna i modelli di produzione e consumo che sono alla base del nostro stile di vita e del modo in cui stiamo distruggendo il dono della creazione di Dio.

Porre l’umanità al di sopra della natura alimenta un senso di dominio su tutti gli elementi del creato. In questa visione del creato di Dio, l’intera natura ha un unico scopo principale: garantire una vita agiata e redditizia ai beneficiari dell’economia umana.

Questo atteggiamento alimenta una mentalità che avvelena l’aria, distrugge la terra e il mare e provoca l’estinzione di intere specie animali. Sembra non esserci fine al disboscamento delle foreste, alla bonifica delle zone umide e al trattamento delle nostre risorse idriche come se fossero una discarica infinita. La conseguenza ultima è la distruzione del nostro ambiente.

Papa Francesco, nella sua lettera, ci dice: “Siamo sempre in grado di uscire da noi stessi per andare incontro all’altro. Se non lo facciamo, le altre creature non saranno riconosciute per il loro vero valore; non ci preoccupiamo di prenderci cura delle cose per il bene degli altri; non riusciamo a porci dei limiti per evitare la sofferenza altrui o il deterioramento dell’ambiente che ci circonda. La preoccupazione disinteressata per gli altri e il rifiuto di ogni forma di egocentrismo e di chiusura in se stessi sono essenziali se desideriamo veramente prenderci cura dei nostri fratelli e delle nostre sorelle e dell’ambiente naturale. Questi atteggiamenti ci rendono inoltre sensibili all’imperativo morale di valutare l’impatto di ogni azione e decisione personale sul mondo che ci circonda. Se riusciremo a superare l’individualismo, saremo davvero in grado di sviluppare uno stile di vita diverso e di apportare cambiamenti significativi nella società.” (Laudato Si’ #208)

Le seguenti citazioni tratte dalla *Laudato Si’* ci invitano a una riflessione più profonda e all’azione.

  • “Come mai prima d’ora nella storia, il nostro destino comune ci spinge a cercare un nuovo inizio… Che il nostro sia un tempo ricordato per il risveglio di un nuovo rispetto per la vita, per la ferma determinazione a raggiungere la sostenibilità, per l’intensificarsi della lotta per la giustizia e la pace e per la gioiosa celebrazione della vita”. (Laudato Si’ #207)
  • L’educazione ambientale ha ampliato i propri obiettivi… Tende ora a includere una critica dei “miti” di una modernità fondata su una mentalità utilitaristica (individualismo, progresso illimitato, concorrenza, consumismo, mercato non regolamentato). Essa mira inoltre a ripristinare i vari livelli di equilibrio ecologico, instaurando l’armonia con noi stessi, con gli altri, con la natura e gli altri esseri viventi, e con Dio.” (Laudato Si’ #210)

Appendice

In questa serie di post sul blog dedicati alla *Laudato Si’* e alla conversione ecologica, aggiungerò alcune informazioni utili, tratte per lo più dalla newsletter carmelitana della Provincia del Cuore Purissimo di Maria, con un ringraziamento speciale a Dennis Kalob, responsabile della redazione. Allo stesso modo, utilizzerò numerose citazioni tratte dall’enciclica sia all’interno del testo dei post che nelle riflessioni riportate alla fine di ciascuno di essi. L’obiettivo è quello di far comprendere al lettore il significato della visione radicale di Francesco per il nostro tempo. Sebbene queste numerose citazioni tratte dalla lettera papale renderanno senza dubbio il testo più complesso da leggere, ritengo che ne valga davvero la pena.

Messaggio di Papa Leone per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1° settembre 2025). Ecco un estratto di quel messaggio:

“La giustizia ambientale – implicitamente proclamata dai profeti – non può più essere considerata un concetto astratto o un obiettivo lontano. È un’esigenza urgente che va ben oltre la semplice tutela dell’ambiente. Si tratta infatti di una questione di giustizia: sociale, economica e umana. Per i credenti è anche un dovere che nasce dalla fede, poiché l’universo riflette il volto di Gesù Cristo, nel quale tutte le cose sono state create e redente. In un mondo in cui i nostri fratelli e sorelle più vulnerabili sono i primi a subire gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, della deforestazione e dell’inquinamento, la cura del creato diventa espressione della nostra fede e della nostra umanità”.”

Nell'undicesima edizione ho inserito questa splendida citazione di Papa Leone:

“Dio ci chiederà se abbiamo coltivato e curato il mondo che Egli ha creato e se ci siamo presi cura dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Quale sarà la nostra risposta?” – Papa Leone XIV

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