"Il Carmelo insegna alla Chiesa a pregare". - Papa Francesco

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La vittoria del vero sé

Questa è l’ultima di undici riflessioni sull’insegnamento di Thomas Merton riguardo alla dinamica tra il Vero Sé e il Falso Sé. Questo rapporto conflittuale ma illuminante permea l’enorme corpus di scritti di Merton sulla vita spirituale. Il punto centrale del conflitto è l’attrazione e il allontanamento dell’individuo da Dio, il suo vero e ultimo destino. La descrizione che Merton fa delle conseguenze del peccato originale è spietata nella sua intensità. Questo è il compito del falso sé. Allo stesso tempo, l’attrazione del vero sé, la chiamata sempre presente dell’amore personale e appassionato di Dio, è ancora più potente. Il cuore umano è il campo di battaglia di questo confronto apparentemente senza fine.

Solo in Gesù
Nel corso della storia della Chiesa si è sempre manifestata la tendenza a distorcere la verità centrale della nostra fede, Gesù Cristo. Ai nostri giorni, abbiamo la fortuna di poter tornare a una comprensione più chiara e a un impegno sempre maggiore nei confronti della persona di Gesù Cristo.

I Vangeli ci offrono oggi, e in ogni momento della storia cristiana, l’occasione di scoprire Gesù proprio come fecero i primi discepoli quando lo seguirono lungo le strade polverose della Galilea. Gesù entra nelle nostre vite attraverso i Vangeli. I Vangeli costituiscono una parte privilegiata della Parola di Dio. Il resto della Bibbia conduce a essi e da essi scaturisce.

I Vangeli sono strutturati in modo tale che noi, come Pietro e gli altri, possiamo incontrare Gesù nelle meraviglie del suo ministero. Siamo chiamati ad ascoltare il suo insegnamento e a contemplare le sue guarigioni. Siamo chiamati a rispondere al messaggio radicale del perdono e dell'inclusione.

Siamo invitati a meditare sulla meraviglia della sua compassione. Ci viene chiesto di immergerci in queste storie. È utile immaginarci nei panni del cieco che riacquista la vista, del lebbroso che viene purificato, del paralitico che viene perdonato e guarito.

Proprio come i discepoli che assistettero alle guarigioni, al miracolo dei pani e dei pesci, al camminare sulle acque e agli altri eventi, ci troviamo di fronte alla domanda cruciale di Gesù: ’”Chi dite che io sia?» (Mc 8,29) Non c'è domanda né sfida più importante nella nostra vita. Chi è Gesù per noi?

Come i discepoli, non riusciamo a comprenderlo tutto in una volta. Il messaggio mette lentamente radici nella nostra mente e nel nostro cuore. Siamo in cammino, ma il percorso completo è il lavoro di una vita. Questa esperienza dell'incontro con Gesù è un esempio della costante tensione tra il vero sé e il falso sé.

Solo in Gesù dei Vangeli possiamo trovare la vera giustizia nella nostra fede cristiana e la vittoria finale del Vero Sé. Ci sono sempre inganni e illusioni culturali che ci attirano verso una via più facile. Che si tratti della ricerca della vera carità fraterna o della preghiera sincera, delle esigenze della giustizia o del nostro attaccamento ai nostri beni, il Falso Sé sta costantemente assalendo il nostro impegno evangelico come un cancro. Sta corrodendo la verità del Vangelo. Abbiamo sempre bisogno di tornare a Gesù per la luce e la verità, non importa quanto scomodo o impegnativo possa essere. Solo Gesù è la fonte di ogni vera integrità nella vita.

Il Vangelo ha un prezzo
Il Vangelo risplende di chiarezza. Dobbiamo camminare con Gesù sulla strada per Gerusalemme: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.” (Mc 8, 34-35)

All'inizio i discepoli seguivano Gesù con intenzioni contrastanti. Gran parte delle loro motivazioni era dettata dal proprio interesse personale. Volevano occupare una posizione di prestigio. Volevano avere il controllo. Potere e prestigio erano le ricompense che cercavano nel seguire Gesù. Il più delle volte, per noi è lo stesso. Vogliamo che Gesù esaudisca i nostri piani. Un incontro sincero con Gesù ha sempre un prezzo, e un prezzo che continua a salire. Gesù è gentile ma coerente nel chiedere continuamente di più. Una conversione non è mai abbastanza.

Questo è il cuore dell’incontro con Gesù. È un passaggio dalla nostra visione della felicità, dalle nostre priorità, alla visione e alla chiamata di Gesù. La conversione si ripete mentre restiamo fedeli a Gesù sulla strada per Gerusalemme. La preghiera conduce a una consapevolezza sempre più ampia della volontà di Dio, che si allontana sempre dalle illusioni del Cuore Falso.

Teniamo lo sguardo fisso su Gesù
I discepoli, a differenza del giovane ricco, continuarono a seguire Gesù. Erano tormentati da sogni infranti, confusione e paura, ma, alla fine, rimasero fedeli. Erano coinvolti nella battaglia più profonda che si combatte nel cuore umano. Cercavano il Vero Sé in mezzo alle illusioni ingannevoli del Falso Sé.

Hanno sperimentato come il cuore creasse idoli che distorcevano la realtà. Il fascino del male ha accecato e indebolito il loro spirito.

Nel tentativo di comprendere Gesù, i discepoli cominciarono a rendersi conto del dilemma umano insito nell’epica lotta del cuore. Stavano vivendo ciò che Paolo avrebbe espresso alcuni decenni più tardi nella Lettera ai Romani: “”So che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto come schiavo al peccato. Quello che faccio, non lo capisco. Infatti non faccio ciò che voglio, ma faccio ciò che odio.» (Romani 7, 14-15)

In quel fatidico fine settimana, i discepoli si trovarono di fronte a una scelta traumatica: continuare a seguire Gesù o fuggire. Tutto questo avveniva in tempo reale, proprio durante il viaggio verso Gerusalemme. La spaventosa chiamata a continuare a seguire Gesù significava non solo la totale distruzione delle loro speranze e ambizioni, ma anche mettere concretamente a repentaglio la propria vita.

Cedettero e fuggirono da Gesù. Eppure, ancora uniti nel loro scetticismo e nella loro paura, erano sull’orlo della disperazione in quella sala superiore chiusa a chiave. Poi Gesù apparve con la sua incredibile misericordia, “La pace sia con voi.” (Gv 20,21)) Per Gesù non c'era alcun biasimo, ma solo accettazione incondizionata e incoraggiamento. Ora avevano in mano l'ultimo tassello del puzzle: la Morte e la Resurrezione. Era compito loro ricomporre il mistero di Gesù nelle loro vite. Questa esperienza della misericordia di Dio purificò e rinnovò il loro impegno. Erano pronti a liberarsi dell’incertezza e del panico. Ora erano liberi di camminare con Gesù nonostante la continua ambiguità della vita.

Seguire Gesù
Il Vangelo rivela il fondamento di ogni spiritualità e ci chiama alla trasparenza di una vera identità cristiana. Ci insegna che essere discepoli di Gesù significa seguirlo. Ecco cos’è la vita cristiana: seguire Gesù.

I quattro Vangeli, in tutta la loro diversità, ci offrono infine un'immagine di Gesù che è per noi uno specchio. Guardiamo a Gesù e vediamo ciò che c'è di più autentico in noi stessi. Siamo figli di Dio, amati e perdonati. Nella sua esortazione La gioia del Vangelo, Papa Francesco descrive la gioia e la bellezza di scoprire il nostro vero io quando rispondiamo alla chiamata di Gesù.

“Il Signore non delude chi corre questo rischio; ogni volta che facciamo un passo verso Gesù, ci rendiamo conto che Lui è già lì, ad attenderci a braccia aperte. È giunto il momento di dire a Gesù: “Signore, mi sono lasciato ingannare; in mille modi ho respinto il tuo amore, eppure eccomi di nuovo qui, per rinnovare la mia alleanza con te. Ho bisogno di te. Salvami ancora una volta, Signore. Accoglimi ancora una volta nel tuo abbraccio redentore.” (La gioia del Vangelo: #3)