Cosa sono i voti solenni?
Cosa sono i voti solenni?
La professione solenne è l’atto pubblico e per tutta la vita con cui un carmelitano fa voto di povertà, castità e obbedienza secondo la Regola e le Costituzioni dell’Ordine Carmelitano. Essa segue un periodo significativo di formazione e una professione temporanea, o “semplice”. I voti temporanei consentono sia al singolo che alla comunità di continuare a discernere la vocazione. La professione solenne significa che questo discernimento è maturato in un impegno a vivere “in fedeltà a Gesù Cristo come carmelitano per il resto della propria vita”.”
“Il termine ”solenne” non è usato in senso generico per indicare che la cerimonia sia particolarmente imponente. Si tratta di un termine canonico: un voto solenne è quello riconosciuto come tale dalla Chiesa. Attraverso la professione religiosa, la persona abbraccia i consigli evangelici con un voto pubblico, si consacra a Dio attraverso il ministero della Chiesa e viene incorporata nell’istituto religioso con diritti e responsabilità ben definiti. Questa è la descrizione fornita dalla Chiesa stessa in Canone 654.
Perché povertà, castità e obbedienza?
Povertà significa affidare la propria vita materiale a Dio e alla comunità. I beni materiali vengono condivisi e utilizzati secondo la legge dell’Ordine e le decisioni dei superiori legittimi. Dal punto di vista spirituale, la povertà crea vacare Deo… spazio e disponibilità per Dio… liberando al contempo il cuore dal dominio del materialismo. Ciò implica anche solidarietà verso i poveri e uno stile di vita più semplice e più giusto. Il Carmelo descrive il servizio ai poveri come qualcosa che scaturisce naturalmente dalla professione carmelitana nella tradizione mendicante.
Castità significa castità celibataria per tutta la vita “per amore del regno”, affinché la persona possa appartenere a Dio con cuore indiviso ed essere più liberamente a disposizione della comunità e della Chiesa. Non è un rifiuto dell’amicizia o dell’amore umano. È orientata verso purezza di cuore, la purezza del cuore… l’integrazione della propria capacità di amare, affinché le relazioni diventino un dono di sé anziché un atto di possesso. Il diritto canonico la descrive sia come un segno del mondo a venire, sia come fonte di fecondità spirituale in un cuore indiviso. Cfr. i canoni 598–601.
Obbedienza significa offrire la propria volontà a Dio nell’ambito della vita dell’Ordine. Il significato fondamentale è semplicemente “sentire o ascoltare”.” Il carmelitano cerca la volontà di Dio attraverso la Scrittura, la preghiera, la Regola, il discernimento comunitario, le esigenze della Chiesa e le indicazioni dei superiori, secondo le Costituzioni. Non si tratta di cieca obbedienza né di permesso per un controllo arbitrario. L’autorità carmelitana è concepita per essere fraterna e discernente. Gli stessi responsabili devono ascoltare Dio e servire la comunità. Il carmelitano riconosce che l’obbedienza deve mettere alla prova e trasformare la persona senza cancellare la coscienza, l’individualità o i doni ricevuti da Dio.
Cosa rende la professione di un carmelitano specificamente carmelitana?
Questi voti sono comuni alla vita religiosa cattolica, ma un carmelitano promette di viverli secondo un carisma particolare. Il Carmelo definisce il proprio carisma come Preghiera, Comunità e Ministero. Più specificamente come fedeltà a Gesù Cristo, contemplazione e ricerca del Dio vivente, fraternità e vita comune, preghiera (in particolare l’attenzione orante alla Scrittura), servizio “in mezzo al popolo” (questa è la componente mendicante), la solidarietà profetica con chi soffre e la vita sotto l’ispirazione e la protezione di Maria e l’esempio di Elia.
La Regola di Sant’Alberto codifica tutto ciò attraverso l’orientamento alla preghiera, al silenzio, alla meditazione della Scrittura, all’Eucaristia, al lavoro, alla proprietà comune, alla correzione reciproca nell’amore e all’obbedienza. La professione solenne, quindi, non significa semplicemente promettere di osservare tre discipline isolate. Significa affidare tutto il proprio futuro a Dio attraverso la preghiera, la fraternità e il servizio.
Il vero significato…
La professione solenne è al tempo stesso un’offerta personale di sé e un atto ecclesiale. La persona si dona liberamente a Dio, ma anche la Chiesa e l’Ordine Carmelitano la accolgono pubblicamente. Il carmelitano appartiene ormai definitivamente all’Ordine, mentre l’Ordine si assume la responsabilità nei suoi confronti in quanto fratello o sorella.
Chi emette i voti solenni si prostra in segno di umiltà, chiedendo a Dio l’aiuto necessario per adempiere ai voti perpetui. Quel gesto è importante: la professione non è una dichiarazione secondo cui il carmelitano ha raggiunto la perfezione spirituale. È una promessa di perseverare in un processo di discernimento religioso che dura tutta la vita, affidandosi a Dio e alla comunità.
L’intelligenza artificiale è stata utilizzata per raccogliere i riferimenti canonici presenti in questo articolo e per ricavare dettagli specifici da OCarm.org (Curia), La Regola di Sant’Alberto, Carmelites.net, Vatican.va e Carmelite.org (Carmelitani britannici) in merito a pratiche e strutture specifiche della Chiesa e dell’Ordine. Le interpretazioni di tali aspetti contenute nel presente articolo sono esclusivamente quelle dell’autore.
di Kenneth J. Pino | Direttore del Marketing e della Comunicazione, Provincia PCM
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