Questo posta è stato pubblicato originariamente su Pregare insieme da soli.
Uscire dalla crisi con le nostre forze
Se l’attuale tendenza dovesse continuare, le conseguenze delle inevitabili esiti catastrofici della crisi saranno alle nostre porte, se non addirittura dentro casa, prima ancora che affrontiamo la realtà: dobbiamo cambiare. Il nostro stile di vita improntato al consumo eccessivo e al conseguente spreco è una delle principali cause della crisi ambientale. Papa Francesco, nella sua enciclica, ha unito la propria voce al coro di saggi portavoce di tutto il mondo. Il messaggio è chiaro. La svolta consiste nel modificare il nostro stile di vita per diventare più responsabili e rispettosi del dono del creato di Dio.
Al momento, il comfort e la comodità sono la moneta corrente. Sembra probabile che le conseguenze distruttive della crisi prevarranno finché il sacrificio personale non diventerà la norma. Non è con le leggi che usciremo dalla crisi. Né la tecnologia ci offre una via d’uscita magica. Dovremo vivere in modo da raggiungere un’unione compatibile con il piano di Dio per la sua creazione.
Francesco offre questo consiglio pratico: “La spiritualità cristiana propone una visione alternativa della qualità della vita e incoraggia uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di una gioia profonda, libera dall’ossessione del consumo. Dobbiamo fare nostra un’antica lezione, presente in diverse tradizioni religiose e anche nella Bibbia. È la convinzione che ‘meno è meglio’. Un flusso costante di nuovi beni di consumo può confondere il cuore e impedirci di apprezzare ogni nome e ogni momento…
La spiritualità cristiana propone un percorso di crescita caratterizzato dalla moderazione e dalla capacità di accontentarsi di poco. È un ritorno a quella semplicità che ci permette di fermarci ad apprezzare le piccole cose, di essere grati per le opportunità che la vita ci offre, di distaccarci spiritualmente da ciò che possediamo e di non lasciarci sopraffare dalla tristezza per ciò che ci manca.” (Laudato Si’ n. 222)
Francesco propone alcuni passi semplici ma significativi per iniziare a rispondere alla crisi:
“L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare modi di agire che incidono direttamente e in modo significativo sul mondo che ci circonda, come evitare l’uso della plastica e della carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo ciò che può essere ragionevolmente consumato, mostrare cura per gli altri esseri viventi, utilizzare i mezzi pubblici o il carpooling, piantare alberi, spegnere le luci non necessarie o qualsiasi altra pratica. Tutto ciò riflette una creatività generosa e nobile, che fa emergere il meglio dell’essere umano. Riutilizzare qualcosa invece di gettarla immediatamente, se fatto per le giuste ragioni, può essere un atto d’amore che esprime la nostra stessa dignità.” (Laudato Si’ n. 211)
Oggi, proporre qualsiasi forma di sacrificio personale equivale a un suicidio politico. Ci troviamo in una situazione che minaccia l’esistenza stessa della vita umana sul nostro pianeta. Eppure, la maggioranza rimane fermamente contraria al sacrificio personale e al cambiamento.
L’estate del 2026 ha visto i telegiornali serali aprire ogni sera con storie quotidiane da incubo su inondazioni devastanti, tempeste, tornado e precipitazioni da record. Questi eventi hanno causato a milioni di persone gravi perdite personali e una situazione di caos. D’altra parte, da entrambe le parti dello spettro politico non si è quasi mai parlato di cambiamento climatico.
Ecco perché la *Laudato Si’* insiste tanto nel chiederci di riconoscere che, alla radice, la crisi è un problema spirituale. Abbiamo bisogno di una spiritualità che ci aiuti a liberarci dalla schiavitù di uno stile di vita consumistico devastante. Ciò ci porterà a un’apertura più consapevole e impegnata nell’affrontare la realtà minacciosa che abbiamo davanti.
Il problema è il peccato:
- È peccato non riconoscere il dominio di Dio.
- È il peccato di blasfemia quello che tratta il creato di Dio come se fosse solo uno strumento per soddisfare l'avidità umana.
- È il peccato che genera la mancanza di rispetto e l’indifferenza più profonde nei confronti della vita umana.
Tutto ciò nega palesemente il piano di Dio per l’umanità intera e per la Sua creazione. La natura esiste per la gloria di Dio, non per la nostra comodità. Il peccato fondamentale è porre noi stessi al centro, con Dio come nostro servitore.
Abbiamo bisogno di una spiritualità che ci renda liberi di vedere sia con gli occhi del cuore che con quelli della mente. Abbiamo bisogno di una spiritualità che ci incoraggi ad abbracciare virtù che ci consentano di vivere in modo responsabile con ciò di cui abbiamo bisogno e di respingere i desideri provenienti da un’industria pubblicitaria multimiliardaria che sommerge la nostra vita quotidiana di falsità. Raramente ci è stato chiesto di comprendere che l’acquisto di beni è un atto morale oltre che una scelta economica. Il riconoscimento di queste realtà è il primo passo in un percorso volto ad aiutare l’intera umanità a vivere una vita produttiva, sana e responsabile, che rispetti e nutra il dono della creazione di Dio. Abbiamo bisogno di uno stile di vita radicalmente nuovo. La *Laudato Si“* afferma: ”Poiché il mercato tende a promuovere un consumismo estremo nel tentativo di vendere i propri prodotti, le persone possono facilmente lasciarsi trascinare in un vortice di acquisti e spese superflui. Il consumismo compulsivo è un esempio di come il paradigma tecno-economico influenzi gli individui… Questo paradigma induce le persone a credere di essere libere fintanto che godono della presunta libertà di consumare. Ma i veri liberi sono la minoranza che detiene il potere economico e finanziario.» (Laudato Si’ n. 203)
La lettera del Papa prosegue: “Quando le persone diventano egocentriche e chiuse in se stesse, l’avidità aumenta. Più il cuore di una persona è vuoto, più ha bisogno di cose da comprare, possedere e consumare” (Laudato Si’ n. 204).
I prossimi articoli di questa serie offriranno un invito più concreto a una spiritualità ecologica, mentre le seguenti citazioni tratte dalla *Laudato Si’* ci invitano a una riflessione più profonda e all’azione.
- “Il ricco patrimonio della spiritualità cristiana, frutto di venti secoli di esperienza personale e comunitaria, offre un contributo prezioso al rinnovamento dell’umanità. In questa sede, vorrei offrire ai cristiani alcuni spunti per una spiritualità ecologica radicata nelle convinzioni della nostra fede, poiché gli insegnamenti del Vangelo hanno conseguenze dirette sul nostro modo di pensare, di sentire e di vivere. Più che alle idee o ai concetti in sé, mi interessa come tale spiritualità possa spingerci a un impegno più appassionato per la tutela del nostro mondo”. (Laudato Si’ n. 216)
- “La natura è piena di parole d’amore, ma come possiamo ascoltarle in mezzo al rumore costante, alle distrazioni interminabili e snervanti o al culto delle apparenze? Molte persone oggi avvertono un profondo squilibrio che le spinge a un’attività frenetica e le fa sentire indaffarate, sempre di fretta, il che a sua volta le porta a calpestare tutto ciò che le circonda. Anche questo influisce sul modo in cui trattano l’ambiente.” (Laudato Si’ n. 225)
Appendice
In questa serie di post sul blog dedicati alla *Laudato Si’* e alla conversione ecologica, aggiungerò alcune informazioni utili, tratte per lo più dalla newsletter carmelitana della Provincia del Cuore Purissimo di Maria, con un ringraziamento speciale a Dennis Kalob, responsabile della redazione. Allo stesso modo, utilizzerò numerose citazioni tratte dall’enciclica sia all’interno del testo dei post che nelle riflessioni riportate alla fine di ciascuno di essi. L’obiettivo è quello di far comprendere al lettore il significato della visione radicale di Francesco per il nostro tempo. Sebbene queste numerose citazioni tratte dalla lettera papale renderanno senza dubbio il testo più complesso da leggere, ritengo che ne valga davvero la pena.
Festa di San Francesco e ultimo giorno del Tempo del Creato: 4 ottobre
Quanto segue è tratto dal sito web “Spirit of Francis”, https://www.spiritoffrancis.com/feast-of-francis/
Ogni anno, il 4 ottobre, i cristiani e molte altre persone in tutto il mondo celebrano la festa di San Francesco d’Assisi, il gioioso frate la cui vita all’insegna della semplicità, della compassione e dell’armonia con tutto il creato continua a essere fonte di ispirazione, a otto secoli di distanza.
Nato ad Assisi alla fine del XII secolo, Francesco rinunciò alla ricchezza e all’ambizione per seguire Cristo nella povertà e nella gioia. Visse tra i poveri, si prese cura dei malati, cercò la pace nei momenti di conflitto e insegnò che ogni creatura è un fratello o una sorella. La sua amicizia con Chiara d’Assisi e il suo tenero amore per il mondo naturale continuano ancora oggi a trasmetterci un messaggio potente.
La Festa è un’occasione per dire grazie per questa visione di speranza – per ricordare che la fede è una questione di relazioni: con Dio, tra di noi e con la Terra stessa. Nell’ottobre 2026 ricorreranno gli 800 anni dalla morte di San Francesco – non come momento di lutto, ma di rinnovamento. L’anniversario ci invita a ripercorrere le sue orme: a vivere con semplicità, ad agire con giustizia, a ricostruire ciò che è in rovina e a riconoscere la presenza di Cristo in ogni persona e in ogni parte del creato.
Mentre ci avviciniamo a questa ricorrenza, celebriamo non solo la memoria di un santo, ma anche un movimento vivo di pace, riconciliazione e amore gioioso di cui il nostro mondo ha ancora bisogno oggi.