"Il Carmelo insegna alla Chiesa a pregare". - Papa Francesco

Questo posta è stato pubblicato originariamente su questo sito.

Mt 11,25-30 

Cari amici, nel brano del Vangelo di oggi ci viene rivolto un invito accattivante a liberarci dai nostri fardelli. Ci riusciremo quando scopriremo il vero centro dell’esistenza umana. Si tratta di un movimento che ci porta fuori da noi stessi e verso il Dio che Gesù ci sta rivelando.

Molte volte, come pastore, ho detto alle persone che Dio non permette che ci venga imposto un fardello superiore alla nostra capacità di sopportare le difficoltà della vita. Più di una volta mi è stato risposto: “Beh, Dio non ha dato un’occhiata alla mia situazione ultimamente, perché sono davvero al limite!” Il messaggio delle letture di oggi ci assicura che Dio è al corrente di come stanno le cose nella vita di ciascuno di noi. Infatti, il Padre ha mandato Gesù per condividere le nostre difficoltà e le nostre prove e per mostrarci una nuova via e una nuova saggezza che trasformano i nostri fardelli in libertà.

Nel Vangelo di oggi, Gesù si presenta come colui che conosce veramente il Padre e la sua volontà compassionevole e salvifica. Quando Gesù ci invita a venire a lui, ci invita a compiere una scelta non solo contro i capi religiosi, ma contro ogni inganno e distorsione umana che si sono susseguiti nel corso della storia fino ai giorni nostri. Ci invita a fare una scelta contro la manipolazione della Legge che i sacerdoti, gli scribi e i farisei usavano per mantenere il potere, i privilegi e la ricchezza. Siamo invitati a venire a Gesù, liberi dal peso di ogni versione fuorviante della Legge. Gesù non ha offerto il giogo opprimente di un’interpretazione distorta e di parte della Legge. Il suo era il giogo dell’obbedienza fedele e amorevole alla volontà di Dio. Con Gesù, siamo invitati a entrare nel mare di misericordia e amore che la vera comprensione della Legge produce. L’accettazione onesta della Legge porta autentico riposo e libertà. Il riposo che Gesù promette non è l’assenza di lavoro e di stress. Il riposo che Gesù proclama affonda le sue radici nel Giorno di riposo di Dio, il settimo giorno della Creazione, il sabato. Questa è la pienezza della vita nel regno. Questo riposo è qui e ora, in questa vita, e si apre alla vita eterna.

Gesù dice “Venite a me” (Mt 11,28). Gesù non ha offerto il giogo opprimente creato dai capi religiosi del suo tempo. In quanto fonte piena e privilegiata della rivelazione completa del Padre, il giogo che egli offre “È facile, e il mio giogo è leggero.” (Mt 11,30). Dobbiamo prendere il suo giogo; un giogo radicato nell’amore e non nell’obbligo. Questo è ben diverso dal giogo dei capi, con le sue varie complessità e persino i suoi inganni, tipici di un sistema giuridico che ha perso la strada. Così era ai tempi di Gesù e spesso si riscontra la stessa distorsione anche ai nostri giorni.

Gli insegnamenti di Gesù vanno tutti oltre i rituali e le regole esteriori. Sono un invito a entrare nelle profondità del nostro essere. Il messaggio di Gesù è sempre incentrato sul coinvolgimento del cuore e su relazioni autentiche e significative.

Dove troveremo riposo per le nostre anime? Dove scopriremo la pace che i nostri cuori bramano? Dove incontreremo la saggezza che ci renderà liberi? Gesù ci apre la strada con il suo invito. “Venite a me.” (Mt 11,28) Gesù ci invita ad accoglierlo e ad accogliere il suo invito all’amore. Ci chiama alle profondità della giustizia che risiede nel cuore. Ci chiama a vivere in uno spirito di apertura e accettazione verso tutte le persone. Ci chiama a liberarci dal peso delle infinite regole su “cosa fare e cosa non fare” e a incamminarci verso la libertà che il vero amore offre.

Quando ci avviciniamo a Gesù, scopriremo un altro modo di vivere. Seguendo la via di Gesù, veniamo avvolti da un amore che ci illumina con la saggezza necessaria per vedere la via della verità e dell’amore. La lotta continua per liberarci dall’egoismo, per accogliere l’impegno al sacrificio e al servizio, per eliminare la sicurezza radicata nei beni materiali eccessivi: tutte queste scelte ci conducono a trovare riposo per le nostre anime. ’”Sì, il mio giogo è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11,30). Gesù ci chiama ad amare Dio e il prossimo, un amore che promette gioia e pace fin da ora e la vita eterna in futuro.

L'amore è la forza motrice che sta alla base della promessa trasformatrice di Gesù di alleggerire il peso della vita. Dobbiamo tenere lo sguardo fisso su Gesù perché è in lui che risiedono i semi della saggezza che ci conducono alla pienezza del regno del Padre.