"Il Carmelo insegna alla Chiesa a pregare". - Papa Francesco

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La Bibbia è una storia d'amore di Dio e del suo popolo. Se da un lato è semplice e chiara, dall'altro presenta anche aspetti problematici, perché questo amore assorbe la fragilità umana e il peccato che copre i secoli.

I racconti della creazione nella Genesi sono scritti con un proprio stile simbolico e narrativo. Contengono intuizioni complesse sull'esperienza umana e sulla nostra realtà storica. Essi ritraggono l'impresa umana basata su tre relazioni fondamentali e profondamente connesse, essenziali per l'esperienza umana. Queste relazioni sono con Dio, con il prossimo e con la creazione. Il racconto della Genesi racconta una rottura di base in questi tre legami con la realtà. Il peccato di Adamo ed Eva, i nostri primi genitori, ha stabilito il modello. Noi lo seguiamo quando poniamo noi stessi piuttosto che Dio al centro di tutta la realtà. La nostra condizione di peccatori ci fa resistere alla chiamata a riconoscere i vincoli dell'essere creature.

Se la Bibbia è la storia della salvezza, le conseguenze del peccato sono al centro della storia nei primi undici capitoli della Genesi. In essi viene delineata la necessità della salvezza. Caino e Abele, Noè e l'Arca, la Torre di Babele e, naturalmente, Adamo ed Eva e la mela sono esempi dell'allontanamento dell'umanità da Dio. Le istruzioni di Dio “per avere il dominio su tutta la terra” (Gen 1:28) è maciullato dai nostri modelli di comportamento egoistici. Dio ci ha anche detto di “coltivala e custodiscila”. (Gen 2:15) Il nostro fallimento su entrambi i fronti ha gravemente alterato l'equilibrio tra Dio, l'umanità e la creazione. Questa rottura si esprime nel nostro tempo con guerre, violenze, abusi, abbandono dei più vulnerabili e la continua violazione della natura.

Papa Francesco ha descritto questo peccato che ci pone al centro dell'esperienza storica di oggi come “relativismo pratico”. Egli definisce questo relativismo pratico come segue: “Quando gli esseri umani si mettono al centro, danno priorità assoluta alla convenienza immediata e tutto il resto diventa relativo”.”

Questo relativismo, espressione potente e pervasiva del peccato ai nostri giorni, porta allo sfruttamento e all'abbandono degli altri a tutti i livelli. Le persone sono ridotte a oggetti. L'abuso degli altri, dal punto di vista economico, razziale e sessuale, è una conseguenza naturale di questa mentalità. Vediamo tutto questo esprimersi nelle forze invisibili del mercato, nel traffico di esseri umani, nel crimine organizzato, nel consumismo maligno, nel commercio di droga, nel razzismo e nel sessismo implacabili e nel dilagante abuso della terra, del mare e dell'aria, della flora e della fauna. Tutte queste forze distruttive derivano da una falsa visione e dalla negazione del mandato di Dio nella Genesi.

Nel capitolo dodici della Genesi, con la chiamata e la promessa fatta ad Abramo, iniziamo un viaggio. Questo passaggio di duemila anni porterà a Gesù e alla salvezza di tutta l'umanità. Ciò che segue in questi venti secoli di storia della famiglia di Abramo è un'evoluzione. È la storia dello sviluppo sempre più ampio della promessa fatta ad Abramo nella storia del popolo ebraico e della sua esperienza di Dio. La storia della salvezza che porta da Abramo a Gesù è una lotta epica tra peccato e grazia.

Nella sua ampiezza, la storia scorre in un arco temporale che attraversa i secoli da Abramo a Mosè a Davide, passando per i profeti e culminando in Gesù. In tutto ciò, vi è una continua espressione della fedeltà di Dio e dell'ambivalenza umana. La storia passa dalla promessa ad Abramo, destinato a diventare il padre di una grande nazione, a Mosè che libera il popolo sulla via della Terra Promessa. L'epoca di Davide e dei re introduce l'idea della speranza dell'intervento finale di Dio nella persona del Messia. L'illuminazione del messaggio dei profeti espande e approfondisce questa speranza. Lungo il cammino, ci viene donata la saggezza collettiva del popolo in altri libri, soprattutto nei salmi. Ogni espressione della storia ci fa entrare più a fondo nel mistero di questo Dio sempre attivo, sempre amante e salvatore.

Nel corso di questo viaggio della famiglia di Abramo che si evolve nel popolo ebraico, la speranza della promessa avanza nonostante le continue e profonde infedeltà alla Legge dell'Alleanza. Allo stesso modo, si assiste a una crescita lenta ma costante della comprensione comunitaria di chi è Dio e di ciò che Dio vuole. Molti secoli dopo Abramo, il popolo giunse alla verità più profonda di tutte: esiste un solo Dio, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.

L'intero movimento di questa storia di salvezza conduce a Gesù, la Parola di Dio. In Gesù abbiamo la pienezza della rivelazione di Dio. Abbiamo l'invito a entrare nel Mistero dell'Amore che si riflette nella splendida armonia tra le Scritture ebraiche e il grande evento di Cristo crocifisso e Cristo risorto. La pienezza della grazia e della verità di Dio si rivela in Gesù nell'abbandono e nella povertà assoluta della Croce. Qui incontriamo la verità ultima di Dio, un Dio di amore salvifico e di misericordia. Questa storia viene elaborata nel Nuovo Testamento.

La storia della salvezza porta alla preghiera

L'Esodo è stato il fulcro di questo viaggio per il popolo di Dio. Si trattava della liberazione dalla schiavitù in Egitto. Comprendeva il passaggio attraverso il deserto e l'ingresso nella Terra Promessa. In questa esperienza, il popolo vide le espressioni più chiare e forti della presenza salvifica di Dio. La forza singolare di questa esperienza ha guidato il popolo attraverso i secoli di una storia spesso tormentata. Ancora e ancora, i figli di Abramo hanno riflettuto sulla fedeltà di Dio che li ha liberati. Hanno trovato forza e coraggio nell'incontrare la rivelazione di questo Dio dell'Esodo nella loro situazione costantemente travagliata.

Nell'era cristiana sono state la morte e la risurrezione di Gesù ad ancorare la comunità nella fede attraverso le tempeste della storia. Questa espressione ultima dell'amore salvifico di Dio è diventata la porta d'accesso al nuovo giorno, il nuovo esodo, nella storia cristiana. In essa vediamo la continua apertura alla speranza, per quanto oscure e pungenti possano essere le devastazioni della vita.

Il punto centrale della storia della salvezza nella Bibbia è questo. Il messaggio, in tutta la sua ampiezza e profondità, nasce dall'esperienza del popolo della potenza salvifica di Dio che è attiva nella sua vita e nella sua storia. La Bibbia ci insegna che lo stesso Dio del popolo eletto è nella nostra vita. La parola della Bibbia ci dà la luce che ci permette di incontrare, comprendere e abbracciare la realtà della continua presenza di Dio nella nostra vita. Oggi siamo invitati a partecipare alla chiamata e alla promessa. La preghiera personale profonda è la via speciale per incontrare questo Dio salvatore oggi. Questo è il nostro pellegrinaggio attraverso la storia verso il regno di Dio. Il dono della parola di Dio nella rivelazione della Bibbia è sempre una chiamata a una nuova vita e a nuovi orizzonti.

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Tracy O'Sullivan